"20 anni di contrattazione e rappresentanza dei lavoratori somministrati"
5 giugno 2018

Si è svolto, presso la Sala Parlamentino del CNEL in Roma, il Convegno promosso dalla Felsa Cisl in occasione del primo ventennio di contrattazione e rappresentanza dei lavoratori in somministrazione.

I lavori si sono aperti con il saluto istituzionale del Presidente del CNEL Prof. Tiziano Treu, padre della riforma che ha introdotto in Italia lo strumento del lavoro interinale con la legge n. 196 del 1997, sottolineando come, dopo l’impulso legislativo, il sistema si sia evoluto negli anni fino a migliorarsi in termini di tutele e servizi per lavoratori, superando il concetto di precariato e divenendo sempre più uno strumento di flexsecurity. Parità di trattamento, bilateralita, welfare e rappresentanza sono i punti cardine attorno al quale si sono avvicendati gli autorevoli interventi.

“Oggi festeggiamo i primi 20 anni di contrattazione perché crediamo fermamente nello strumento che nel tempo è stato in grado di cogliere e migliorare le specificità della somministrazione, valorizzando e attuando il principio di parità di trattamento. È una vittoria del sistema – chiosa Mattia Pirulli, Segretario Generale della Felsa – tutto quello che è stato generato è frutto dell’impegno e della volontà di tutti i soggetti protagonisti del settore, consapevoli del valore generato dal mettersi insieme e costruire tutele”.

Attraverso la contrattazione infatti si è dato forma ad un settore specifico, quello dei lavoratori temporanei, spesso caratterizzato dalla discontinuità lavorativa e dalla necessità di riqualificarsi per occuparsi in altri mestieri. Da qui lo sviluppo della formazione, con la creazione e l’implementazione del Fondo Formatemp; del welfare bilaterale erogato da Ebitemp, primario strumento di tutela per chi vive nella discontinuità; ed infine, le misure di sostegno al reddito in capo al fondo di solidarietà, di recente costituzione. Tutto questo è espressione di un metodo, che ha tradotto in strumenti innovativi e concreti l’esigenza di offrire tutele nuove a un mondo del lavoro atipico.

“Questi 20 anni – ricorda Pirulli – ci hanno dato la possibilità di creare una rappresentanza, delegati rsa e rsu che svolgono l’azione sul campo, giorno dopo giorno nei luoghi di lavoro e che costituiscono un patrimonio sia della Felsa che della Cisl, in quanto con la loro presenza testimoniano la pertinenza e adeguatezza delle risposte costruite in questi anni”.

Un ringraziamento al Prof. Giorgio Vittadini che ha presentato i primi risultati della ricerca elaborata dalla Fondazione per la Sussidiarietà e dal Crisp, dal titolo “Il ruolo del sindacato nel nuovo mercato del lavoro, il caso Felsa”. Attraverso la ricerca, abbiamo analizzato l’azione del sindacato e in particolare abbiamo esaminato come la Felsa ha saputo raccogliere ed interpretare i cambiamenti nel mercato del lavoro, adattando la propria strategia alle sollecitazioni che la realtà poneva, facendo diventare metodo e prassi organizzativa i punti di forza, ma allo stesso tempo evidenziando, per una prossima correzione, anche le criticità riscontrate nell’azione sindacale.

“La Felsa riflette e costruisce per dare risposte e rappresentanza laddove queste non ci sono. Nasce un nuovo concetto: quello di “accompagnamento”. Accompagnamento significa accogliere, significa aggregare e riconoscere il valore della singola persona e la dignità del suo lavoro”.

“In questo particolare settore la più alta forma di tutela è rappresentata dal welfare e da un nuovo modo di stare accanto alle persone, nell’accompagnarle nelle transizioni lavorative e realizzare il vero superamento della precarietà, contrattando il lavoro nella flessibilità” il commento del Prof. Emmanuele Massagli.

I lavori, sono stati conclusi dalla nostra Segretaria Generale Annamaria Furlan : “La contrattazione ci permette di riconoscere dignità del lavoro e creare una vera e propria “cittadinanza del lavoro”. Il salto di qualità della Felsa e’ stato quello di creare rappresentanza dove fosse inesistente. La contrattazione nelle collaborazioni e l’azione di rappresentanza nella somministrazione devono diventare patrimonio di tutta l’organizzazione, in quanto possono offrire un contributo sostanziale nella costruzione di una azione sindacale rivolta a tutto il mondo dei nuovi lavori”.