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Quali sono i siti migliori per promuoversi come freelance
11 dicembre 2023
Essere un libero professionista significa anche andare alla ricerca di nuove opportunità di collaborazione per ampliare e rafforzare la propria attività. Nell’epoca del web 2.0, esistono per i freelance dei siti di riferimento per stabilire dei contatti con potenziali clienti. Ecco i principali. 

Dove proporsi come freelance? 

Le aziende sono alla continua ricerca di liberi professionisti in possesso di specifiche competenze con i quali instaurare un rapporto di collaborazione. Tra i settori trainanti, in questa direzione, c’è senza dubbio il mondo digitale che, a sua volta, ha permesso lo sviluppo di siti web che funzionano da motori di ricerca per facilitare l’incontro tra domanda e offerta. 

Tra questi troviamo: 
  • Fiverr; UpWork; 
  • Twago; 
  • Freelancer; 
  • Guru. 
Fiverr è tra più apprezzati. Fondato nel 2010, è una piattaforma a livello mondiale, quindi con una vasta possibilità di trovare nuovi clienti al di fuori dei confini nazionali. Il meccanismo prevede che il freelance pubblichi una proposta di lavoro, denominata GIG, con cui mettere a disposizione le proprie skills.

È semplice da usare e quindi risulta comoda anche per chi è alle prime armi come partita Iva . Assicura un pagamento entro 5 giorni dal momento in cui il cliente accetta il lavoro. D’altra parte, non è adatto per instaurare collaborazioni a lungo termine. 

Tra i migliori siti per freelance c’è anche UpWork che invece è pensato soprattutto per collaborazioni consolidate nel tempo. Il freelance analizza gli annunci di lavoro pubblicati dalla controparte e può valutare tipologie di prestazioni e offerte. 

Sono due le tipologie di contratto disponibili: 
  • ad orario, con un software che conteggia le ore dedicate al lavoro; 
  • milestone, che comprende un intero progetto su cui dedicarsi. 
Non ha una versione in lingua italiana. 

Twago è molto diffuso in Italia. I profili dei liberi professionisti sono selezionati dai membri della piattaforma prima di essere sottoposti ai datori di lavoro. È il cliente a pubblicare l’annuncio e Twago opera da intermediario, anche se il singolo freelance ha comunque la facoltà di proporsi se ritiene di essere in linea con le richieste. 

La fase selettiva permette di creare una community di liberi professionisti di alta qualità, ma allo stesso rende più lunghi i tempi di verifica degli account. 

Tra gli altri siti rivolti anche ai freelance in Italia troviamo Freelancer e Guru. 

La modalità operativa di Freelancer favorisce i professionisti che hanno ottenuto riscontri positivi dalle precedenti esperienze. La reputazione può crescere frequentando i corsi offerti dalla piattaforma

Registra inoltre un alto tasso di risposta da parte del cliente che è in cerca di un collaboratore e fornisce una valida assistenza a distanza. Se è meno facile da consultare rispetto agli altri, d’altra parte permette di instaurare rapporti di lunga durata. 

Quanto a Guru, la pubblicazione delle proposte di lavoro è gratuita e utilizza un software per il controllo delle ore di lavoro. In questo modo si punta a garantire maggiore equità nel pagamento. 

È in lingua inglese e non offre un sistema di assistenza in tempo reale. 

Altre piattaforme sono Digital Nomads Jobs, Working Nomads, AddLance, We Work Remotely, PeoplePerHour e Digitazon. 


Che lavoro fare da freelance?

Le vie digitali per mettere a disposizione dei clienti le proprie competenze e abilità sono chiare. Quali sono le figure più ricercate dal mercato da svolgere come lavoratore autonomo? 

Comunicazione e marketing sono tra i settori dove il freelance può trovare collaborazioni con realtà imprenditoriali, aziende, società e in generale committenti alla ricerca di questi profili. 
  • Il social media manager si occupa di coordinare e gestire l’attività dei profili social. Si interfaccia con altri professionisti coinvolti nell’elaborazione di contenuti grafici o video. Studia le strategie per espandere il pubblico di interessati. Predispone un piano editoriale in cui indica temi e tempistiche dei post. Gestisce i rapporti con la community che si crea attorno alla pagina che supervisiona. 
  • Un graphic designer può essere contattato o contattare a sua volta agenzie pubblicitarie, web agency, case editrici e testate giornalistiche, ma anche studi professionali che mirano a rafforzare la propria visibilità. Progetta grafiche per siti internet e non solo: lavora alle campagne pubblicitarie, al lancio di un marchio o al rinnovamento dell’immagine di brand in cerca di nuovi stimoli. 
  • Il web developer, come suggerisce il termine stesso in lingua italiana, sviluppa siti e applicazioni in modo da offrire un servizio efficiente e funzionale. È una posizione che si adatta a chi ha una formazione in campo informatico, ma la possibilità di frequentare corsi di specializzazione apre le porte a chi ha una passione che vuole trasformare in lavoro. 
  • Quella di copywriter è invece una strada da intraprendere per chi ha capacità di scrittura e inventiva. Oltre a interagire con un Social media manager o un Project manager, chi si dedica al copywriting può interloquire con società e strutture, occupandosi dei contenuti testuali di siti e blog
  • Un buon copywriter ha conoscenze legate alla SEO e si confronta con un SEO Specialist. L’acronimo SEO sta per Search Engine Optimization. Il SEO Specialist freelance collabora quindi con i suoi clienti per trovare modi e strategie per rinsaldare la loro visibilità sul web tramite i risultati dei motori di ricerca. Sa quali sono le parole chiave da suggerire per i testi che descrivono un prodotto o un servizio e individua gli argomenti ai quali gli utenti prestano molta attenzione. 
Tra i lavori che possono essere portati avanti dai freelance online c’è l’insegnamento a distanza. Il libero professionista può organizzare e tenere corsi in linea con il suo curriculum e profilo, destinati soprattutto agli adulti. 

Chi ha ricevuto un’istruzione in lingue straniere ha opportunità nel ramo delle traduzioni e dell’interpretariato. 


Che differenza c'è tra freelance e lavoratore autonomo?

Un po’ per moda, un po’ perché il mondo del lavoro parla sempre più inglese, si crea confusione linguistica sulla figura del freelance. A tutti gli effetti è un lavoratore autonomo. Tra i due non c’è alcuna differenza

Il lavoratore autonomo, secondo la normativa italiana, si obbliga al completamento di un’opera o un servizio senza alcun vincolo di subordinazione con il committente. In cambio della realizzazione di quanto richiesto ottiene un compenso. 

La definizione vale anche per un freelance. Il lavoro autonomo a sua volta può risultare essere un libero professionista o un lavoratore occasionale. 
  • Il libero professionista è comunemente associato alla titolarità di una partita Iva. Svolge un’attività prevalentemente intellettuale: avvocato, architetto, medico, giornalista per citarne alcuni. 
  • Il lavoratore occasionale, o più correttamente il lavoratore autonomo occasionale, è chi compie un’opera o un servizio, dietro compenso, in via del tutto occasionale e non in modo continuativo e abituale. 

Un freelance, in quanto lavoratore autonomo, non è obbligato ad aprire una partita Iva se rientra nella categoria di lavoratore occasionale. 


Come farsi pagare da freelance senza partita Iva?

Perché il lavoro di freelance sia considerato occasionale è necessario che: 
  • la durata della prestazione per il committente non superi i 30 giorni all’anno
  • il corrispettivo per la prestazione non sia superiore ai 5.000 euro
Il pagamento avviene senza l’emissione di una fattura, ma con una ricevuta che contenga questi elementi: 
  • la data e il luogo; 
  • i dati anagrafici e fiscali del lavoratore autonomo; 
  • i dati anagrafici e fiscali del committente; 
  • la descrizione della prestazione; 
  • il compenso lordo; 
  • la ritenuta d’acconto del 20%; 
  • il compenso netto, dato dalla sottrazione tra compenso loro e ritenuta d’acconto. 
All’importo della prestazione può aggiungersi il rimborso delle spese sostenute per la sua realizzazione. 

Nel caso di spostamenti che hanno richiesto per esempio l’utilizzo dell’automobile o il pernottamento in un hotel piuttosto che un pranzo o una cena fuori casa, si può chiedere il rimborso per questi costi. 

Vanno allegati scontrini e ricevute che dimostrino la veridicità delle spese.